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Visualizzazione post con etichetta Eventi. Mostra tutti i post
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30 novembre 2011

“Arte. Un ponte tra culture” . Sabato 3 dicembre visite guidate al Duomo di Milano e al Museo S. Giulia di Brescia

Extrabanca a fianco dell’associazione Amici del FAI per il progetto “Arte. Un ponte tra culture” dedicato ai cittadini di origine straniera. Sabato 3 dicembre visite guidate al Duomo di Milano e al Museo S. Giulia di Brescia.

 Extrabanca aderisce al progetto “Arte. Un ponte tra culture”, che attraverso la diffusione dell’arte e della storia locale tra i nuovi cittadini mira a favorire la conoscenza reciproca e lo sviluppo di un comune sentimento di appartenenza e di identità.

Sabato 3 dicembre i clienti di Extrabanca sono invitati gratuitamente a due visite guidate:
- al Duomo di Milano
- al Museo Santa Giulia di Brescia, dove è stata recentemente aperta una mostra di abiti di uno dei maestri della moda italiana: Roberto Capucci.

L’iniziativa nasce dal comune desiderio e impegno di Extrabanca e degli Amici del FAI di favorire il processo di autorealizzazione degli stranieri, sia a livello socio economico sia di inclusione sociale.

“L’arte italiana è patrimonio di tutto il mondo. Conoscerla significa riscoprirne le radici che affondano non solo nella storia del nostro Paese ma anche delle civiltà straniere che hanno contribuito a formarla e a innovarla.

Opere come il Monastero di Santa Giulia e il Duomo ci ricordano che anche in passato la nostra identità nazionale è stata il frutto dell’assimilazione e del confronto con il mondo esterno in un vasto crocevia di differenze e di dialoghi – ha dichiarato Giuseppina Archetti, Presidente dell’Associazione Amici del FAI – La partecipazione di Extrabanca al progetto mostra ancora una volta quanto il processo di integrazione non possa e non debba essere letto esclusivamente in termini di numeri statistici, bensì valorizzandone l’aspetto sociologico e culturale.”

Extrabanca è il primo istituto di credito in Italia dedicato ai cittadini stranieri residenti in Italia che si propone come punto di riferimento per cogliere, comprendere e soddisfare le loro esigenze e richieste di servizi bancari e contribuire così alla promozione e all’accelerazione dello sviluppo degli operatori economici multiculturali. L’azionariato di Extrabanca comprende la fondazione Cariplo e Assicurazioni Generali, oltre a numerosi imprenditori.

L’Associazione Amici del FAI è nata e opera in armonia con il FAI - Fondo Ambiente Italiano, allo scopo di
diffondere la conoscenza del nostro patrimonio culturale e tutelare e valorizzare i beni e l’ambiente naturale italiano. Negli ultimi anni si è impegnata per diffondere l’arte e la cultura italiana tra i nuovi cittadini che ,vivono e lavorano tra di noi per favorire una migliore e comprensione reciproca.

26 ottobre 2011

Un nuovo mondo dentro Milano

Dialogo sulla ricerca della Fondazione per la Sussidiarietà per Compagnia delle Opere: L’immigrato una risorsa a Milano a cura di Gian Carlo Blangiardo volume edito da Angelo Guerini & Associati Sono 250.000 gli immigrati provenienti da ogni parte del globo che vivono nel capoluogo lombardo, rappresentando il 19% della popolazione. Una percentuale che è ormai una risorsa perché, contrariamente ai fatti di cronaca che possono creare inutili generalizzazioni, ci sono moltissimi immigrati pronti a darsi da fare per conquistare la fiducia della città e garantirsi una vita migliore. intervengono Maria Grazia Guida, Vice sindaco di Milano Gian Carlo Blangiardo, Direttore del Dipartimento di Statistica dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca Aldo Bonomi, Direttore dell’Istituto di Ricerca Aaster Aldo Brandirali, ex Assessore alle Politiche Giovanili introduce e coordina Massimo Ferlini, Presidente di Cdo Milano Ingresso libero per garantirsi il posto è consigliata la prenotazione

15 ottobre 2011

Immigrazione in Italia e condizione giuridica dello straniero. Ciclo di incontri all’università di Cagliari

Da decenni si assiste ad un flusso migratorio che, di volta in volta ha interessato vai Paesi e varie popolazione. Rifacendomi soltanto ai flussi migratori del secolo scorso, si prende coscienza del fatto che anche noi italiani ad inizio del 900, per avere qualche possibiità di lavoro e di inserimento sociale eravamo costretti ad emigrare verso i caldi Paesi del Sud America. Molti erano costretti a fare i bagagli e cercare di sbancare il lunario in territori stranieri, e, non si sa fino a che punto ospitali. Ma questo è quanto. E’ un dato di fatto che ci viene trasmesso dalla storia. Un dato inconfutabile del quale nessuno di noi italiani può dimenticarsi. I flussi migratori però non hanno interessato soltanto noi Italiani. Anzi la storia è come una ruota che gira, ed è proprio per questo che anche popolazioni, più arretrate sotto l’aspetto economico, e con una popolazione enorme, sono state costrette a mettere alla porta numerosi gruppi familiari o semplici cittadini perchè non avevano più i mezzi di sostentamento per far vivere costoro in una situazione di benessere e di dignità sociale. Il fenomeno migratorio è diventato grande, maturo ed è conosciuto da tutti. Adesso però sono sempre maggiori le richieste di aiuto da parte di Stati poveri per arginare questo fenomeno. Non è lecito sapere se nel futuro tutto questo possa essere definito come un qualcosa del passato. Possa essere dimenticato o attutito. Di questo sinceramente ho i miei dubbi; ma questa è semplicemente un pensiero del tutto personale che può essere accettato o meno dai lettori. Il nostro Paese però facendo parte dell’Unione Europea, e recependo tutte le disposizioni che si trovano in vari trattati, rende possibile e concreto l’inserimento dello straniero nel circuito lavorativo e sociale della nostra nazione. Si evidenziano così tutta una serie di diritti che vengono ad rafforzare la posizione del cittadino all’interno della società. Il civis comune deve essere tutelato in ogni sua forma. Per sensibilizzare su questo tema, le facoltà di Giurisprudenza ed Economia l’Università degli studi di Cagliari, con la collaborazione della Caritas cagliaritana organizza un convegno che verrà articolato in più sedute dal titolo "Condizione giuridica dello straniero e l’immigrazione in Italia". Si dibatterà su questa tema nei seguenti appuntamenti:venerdì 21 e sabato 22 ottobre, venerdì 11 e sabato 12 novembre 2011. Per maggiori informazioni visita il sito www.unica.it Marco Cristofaro

5 ottobre 2011

PROGETTO MY WORKER - FEROCI(CARITAS):"POLITICI SI IMPEGNINO PER LAVORO" SOLDINI(CGIL):"INIZIATIVA POPOLARE PRO DIRITTI FONDAMENTALI'". CENTRELLA(UGL):"PRONTI A CONTRASTARE OGNI ILLEGALITA'"

Nonostante la difficile situazione che il Paese attraversa,la disoccupazione che si allarga, le difficoltà dei giovani ad entrare nel mondo del lavoro, tanto da contare oltre due milioni di giovani che stanno abbandonando ogni speranza di trovare un lavoro, le prospettive di un flebile recupero economico finanziario del Paese, ci si deve adoperare per trovare "spiragli positivi" ed il progetto MY Worker va proprio in questo senso : è in sostanza quanto affermato da Mons. Enrico Feroci, Direttore della Caritas di Roma alla presentazione del Progetto My Worker, un sito on line per l'incontro della domanda e dell'offerta di lavoro legale degli immigrati in Italia, realizzato da giovani laureati italiani e immigrati coordinati dal SEI UGL (vedi: http://www.italiannetwork.it/video.aspx?id=1000). Mons. Feroci ha ricordato, tra l'altro, le parole del Papa nella Enciclica Caritas in veritate, in cui sottolinenando il positivo apporto degli immigrati al Paese di accoglienza che al Paese d'origine grazie al loro lavoro ed alle rimesse, afferma come gli immigrati non possano essere considerati un semplice fattore di produzione ma siano soggetti di diritti fondamentali inalienabili. Eppure, il direttore della Caritas ha fatto presente il paradosso del nostro Paese in cui si è consapevole dell'importanza che i nuovi arrivati rivestono per l'economia ma al tempo stesso si è reticenti e timorosi nel concedere i diritti che spettano loro come cittadini e lavoratori. Serve, dunque agli immigrati "impegno" al posto della rassegnazione e "creatività" al posto dell'abitudinario. Con il progetto My Worker, dunque, voi siete un esempio" ha stigmatizzato Mons. Feroci, che non ha mancato di rilevare le inefficienze delle stesse istituzioni ricordando come dall'ultimo Dossier statistico sull'immigrazione - in preparazione - si evinca come le domande dei permessi di soggiorno scadute si equivalgano al numero dei nuovi ingressi, vanificando così il processo di inserimento degli immigrati già avviato. Un ciclo devastante già vissuto, purtroppo, dalla emigrazione italiana in Germania, dove solo un emigrato italiano su otto si è potuto inserire nella società tedesca. Monsignor Feroci non ha prospettato false speranze, facendo presente come nella situazione attuali siano pochi i posti di lavoro disponibili rispetto alla massa dellr richieste ma si tratta pur sempre di lavoro che risolve le esigenze di un certo numero di lavoratori immigrati e come tale va perseguito e favorito. In questo senso, dunque, il progetto MY worker rappresenta un valido strumento. Ma il prelato ha concluso lanciando anche un appello ai politici perchè si impegnino per "una società dove il lavoro non manchi e non sia un fattore sporadico ed intermittente". E sui meccanismi "irrazionali" che caratterizzano l'ingresso degli immigrati nel mondo del lavoro del nostro Paese si è soffermato il responsabile dell'Area Immigrazione della CGIL, Piero Soldini.... "Meccanismi" che hanno adito a situazioni di iniquità e sfruttamento voluto a vantaggio delle esigenze produttive di alcune aree del Paese, vedi quelle agricole - ha denunciato l'esponente della CGIL....che ha sottolineato l'importanza delle due proproste di legge di iniziativa popolare sul riconoscimento della cittadinanza e la concessione del voto amministrativo degli immigrati: un diritto fondamentale negato a quanti lavorano per il nostro Paese... Mentre, occorrerebbe riconoscere l'apporto ed il valore di molti giovani lavoratori immigrati, ha fatto presente il Presidente dell'Associazione "Nessun luogo è lontano", Fabrizio Molina, rilevando il livello di preparazione del team di giovani che hanno elaborato e messo a punto lo stesso Progetto My Worker. Sull'azione comune dei due sindacati CGIL e UGL nell'ambito delle battaglie per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori stranieri in Italia ha aperto il Segretario Generale dell'UGL Giovanni Centella, che comunque non ha mancato di sottolineare come la funzione del sindacato sia estranea all'ìintervento politico. Un'azione comune che dovrebbe essere portata avanti in tutti i campi - ha fatto presente l'esponente della UGL - in un momento così delicato come quello che sta attraversando il nostro Paese, con un'economia che va a rotoli e che non cresce. Una riflessione ed un invito a tutte le forze sindacali e politiche di maggioranza e di opposizione ad unirsi per portare fuori dalle acque agitate in cui versa il Paese per lasciare solo ad un momento successivo l'affermazione delle diverse posizioni. Convinto plauso di Centrella all'iniziativa promossa dal SEI UGL con My Worker ma anche al complesso dall'azione che il Presidente del SEI UGL Luciano Lagamba sta portando avanti nella concretizzazione della mission che il sindacato della UGL conduce nella società italiana ed a livello internazionale. Un'iniziativa seria che assicura i diritti di entrambe le parti dando risposta alle esigenze fondamentali dei lavoratori e dei cittadini. Il Segretario dell'UGL non ha mancato di ricordare le difficoltà che i lavoratori italiani hanno incontrato nel loro passato migratorio quando spesso si leggeva all'ingresso dei servizi pubblici di alcuni Paesei come fosse vietato l'accesso "ai cani" ed agli "immigrati". Un'azione d'intervento a tutela di cittadini e lavoratori che Centella ha esteso a tutto il contesto italiano, sottolineando come il sindacato della UGL sia pronto a combattere illegalità e discriminazioni in tutti gli ambiti della vita sociale.(03/10/2011-ITL/ITNET)

24 maggio 2011

“Scrivere le migrazioni”, la settima edizione del Premio Pietro Conti.

Scade il 30 giugno il termine per la presentazione delle domande al concorso letterario promosso dalla Regione Umbria in collaborazione con Filef e Isuc.

Scade il prossimo 30 giugno il termine ultimo per la partecipazione al concorso letterario Premio Pietro Conti “Scrivere le migrazioni”. Il premio, giunto alla settima edizione, è promosso dalla Regione Umbria a ricordo del compianto Presidente “che tanto si impegnò per affermare i diritti dei migranti” e si compone di due sezioni: Narrativa e Ricerca.

La Regione si avvale della collaborazione della FILEF (Federazione Italiana Lavoratori Emigranti e Famiglie) per la diffusione del bando, la raccolta degli elaborati e l’organizzazione della premiazione; della collaborazione dell’ISUC (Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea) per la pubblicazione e diffusione del volume contenente gli elaborati premiati e segnalati e per la sua utilizzazione a fini didattici.
Può partecipare al Premio Pietro Conti chiunque sia interessato “sia che risieda in Italia o all’estero”. Gli elaborati, dovranno essere inediti, dattiloscritti in lingua italiana per un massimo di 15 cartelle (55.000 caratteri). Gli scritti, dovranno pervenire, in triplice copia anonima e in versione Word su CD, alla Segreteria del Premio Pietro Conti, presso la Filef – Piazza Dante 12 – 00185 Roma, entro e non oltre il 30 giugno 2011 accompagnati da una busta chiusa contenente le indicazioni anagrafiche e un breve curriculum personale dell’autore.
Fonte: www.immigrazioneoggi.i

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